La crocifissione di San Pietro
Guido Reni
Pinacoteca Vaticana
La crocifissione di San Pietro, commissionata dal Cardinal Pietro Aldobrandini per S. Paolo alle Tre Fontane, segnò la prima affermazione romana di Guido Reni, che la eseguì nel 1604-1605.
Trasferita al Palazzo Pontificio del Quirinale (1787 circa), fu portata a Parigi nel 1797, e, dopo la sua restituzione, entrò a far parte della Pinacoteca di Pio VII dal 1819.
Una composizione dall’impianto prettamente caravaggesco come concordano le più autorevoli voci della critica.
Il Bellori (1672), a proposito della “Crocefissione di San Pietro” scrisse che il Reni l’avrebbe realizzata “come esperimento … ad emulazione del Caravaggio“;
il Malvasia (1678) mise in relazione l’inimicizia che alimentava il Cavalier d’Arpino (Giuseppe Cesari) verso il Caravaggio, contando sul fatto che Il Reni avrebbe dato una dimostrazione della sua maestria per annientare il pittore rivale togliendogli popolarità negli ambienti romani.
L’opera del Reni è certamente derivata dalla tela del Caravaggio, ma è comunque da chiarire, che le finalità dell’artista non dovevano essere soltanto quelle descritte dai due grandi storici.

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